I CARAVAGGISTI – DAVIDE PUGNANA
I CARAVAGGISTI
Conferenza a cura di Davide Pugnana
Ultimo incontro propedeutico alla visita della mostra “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito” a cura di Nadia Bastogi, in corso al Fortino Pietro Leopoldo fino al 27 settembre.
Lo storico dell’arte e saggista Davide Pugnana, dopo aver ricostruito il sostrato lombardo della formazione di Caravaggio e aver raccontato la sua parabola tra Roma e Napoli, affronta il variegato fenomeno del caravaggismo.
Evento promosso e sponsorizzato da Giulio Garsia, Allianz Bank Financial Advisor.
Spiega Pugnana: “Quando si guarda al rapidissimo e intenso percorso di Caravaggio ci si chiede come possa un pittore cambiare il corso della storia dell’arte nel giro di pochi anni. Caravaggio lavora a Roma per poco più di un decennio, ma la sua pittura modifica radicalmente il linguaggio figurativo europeo. La sua rivoluzione non si limitò all’introduzione di nuove soluzioni tecniche o formali, ma investì il modo stesso di concepire l’immagine, il rapporto tra arte e realtà, tra luce e spazio, tra spettatore e rappresentazione. Caravaggio non fondò un’accademia e non elaborò un metodo teorico destinato ai suoi allievi. Il suo insegnamento fu essenzialmente visivo: furono le sue opere, esposte nelle chiese romane e nelle collezioni private, a esercitare una forza di attrazione irresistibile su un’intera generazione di artisti. Per questo motivo è più corretto parlare di un fenomeno culturale, che di una scuola artistica. Ogni pittore guardò a Caravaggio selezionando alcuni aspetti della sua ricerca e reinterpretandoli secondo la propria sensibilità, il proprio ambiente e le proprie esigenze espressive.
Quando si parla di caravaggismo, si commette spesso un errore di prospettiva: si immagina una schiera di artisti che ripetono fedelmente il linguaggio del maestro, quasi fossero dei semplici imitatori. In realtà, il fenomeno è molto più complesso. Il caravaggismo rappresenta il primo grande movimento internazionale della pittura moderna, un linguaggio capace di attraversare l’Europa trasformandosi continuamente, adattandosi alle diverse culture figurative e generando esiti profondamente differenti. Pertanto, il caravaggismo non è da intendere come una scuola organizzata né una bottega: è un fenomeno culturale. Decine di artisti guardano alle sue opere, ne assimilano alcuni aspetti e li reinterpretano secondo la propria sensibilità. La lezione caravaggesca corre per L’Italia e l’Europa per diversi decenni: Roma, Napoli, Utrecht, la Francia, la Spagna. L’aspetto affascinante é che nessun caravaggista è un semplice copista. Ognuno seleziona alcuni aspetti della lezione caravaggesca. Per questo, oggi si parla di “caravaggismi”, al plurale. Caravaggio non lascia una scuola, ma inaugura un nuovo modo di vedere il mondo. I caravaggisti non ripetono il suo stile, ne raccolgono la sfida. Attraverso le loro opere, il naturalismo caravaggesco si diffonde da Roma a Napoli, da Utrecht a Parigi, fino alla Spagna, trasformandosi ogni volta in un linguaggio nuovo. Il caravaggismo dimostra così come una grande innovazione artistica non si trasmetta per semplice imitazione, ma attraverso continue reinterpretazioni, adattate ai diversi contesti culturali e alle personalità dei singoli pittori. Credo che questa impostazione abbia anche un valore storiografico: consente di superare l’idea dei caravaggisti come semplici epigoni e di presentarli come protagonisti della prima grande rete artistica europea dell’età moderna.”
Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria 0584 787251 info@villabertelli.it
