DAVIDE PUGNANA
DAVIDE PUGNANA
Dove finisce lo sguardo. Friedrich, Novalis e Leopardi davanti all’infinito
Lo storico dell’arte e saggista Davide Pugnana porta a Villa Bertelli una conferenza dedicata al dialogo tra pittura e poesia attraverso l’opera di Caspar David Friedrich, Novalis e Giacomo Leopardi.
L’evento è promosso e sponsorizzato da Giulio Garsia Allianz Financial Advisors.
Che cosa accade quando lo sguardo dell’uomo raggiunge il proprio limite? E che cosa nasce proprio da quel limite: la vertigine, l’immaginazione, il sentimento dell’infinito? A queste domande è dedicata la conferenza «Dove finisce lo sguardo. Friedrich, Novalis e Leopardi davanti all’infinito», un percorso attraverso la pittura di Caspar David Friedrich e la poesia di Novalis e Giacomo Leopardi, accomunati, pur nella radicale diversità delle loro esperienze, da una medesima interrogazione sul rapporto tra l’uomo, la natura e ciò che oltrepassa il visibile. Scrive Pugnana: “Protagonista sarà innanzitutto Friedrich, uno dei massimi interpreti della sensibilità romantica europea. Nei suoi paesaggi l’orizzonte, la nebbia, il mare, la montagna, la luna e le rovine cessano di essere semplici elementi della natura per diventare soglie percettive e simboliche. La figura umana, spesso rappresentata di spalle, non è più soltanto un personaggio del quadro: diventa il luogo nel quale lo spettatore è invitato a collocarsi. Il celebre Viandante sul mare di nebbia costituisce, in questo senso, una vera e propria metafora della visione: l’uomo guarda, ma non può vedere tutto; davanti a lui il mondo si apre e contemporaneamente si sottrae. È proprio in questo spazio sospeso tra il visibile e l’invisibile che la pittura di Friedrich incontra la poesia di Novalis, per il quale il Romanticismo consiste nel restituire alle cose la capacità di rivelare ciò che normalmente rimane nascosto. Il paesaggio diventa così un linguaggio dell’interiorità, un segno capace di rinviare a una realtà più vasta di quella immediatamente percepibile. Il confronto con Leopardi introduce invece una prospettiva diversa e, proprio per questo, particolarmente sorprendente. Anche nell’Infinito leopardiano l’esperienza dell’immensità nasce da un limite dello sguardo: è la siepe a impedire la visione dell’orizzonte e proprio questa impossibilità di vedere apre lo spazio dell’immaginazione. Il percorso permetterà così di mettere in luce anche una diversa concezione della natura nei tre autori: rivelazione dell’invisibile in Novalis, epifania dell’assoluto nel paesaggio di Friedrich, realtà infinitamente più grande e infine indifferente all’uomo in Leopardi. Al centro della conferenza sarà dunque il tema del sublime, inteso non semplicemente come esperienza della grandezza o della paura, ma come momento nel quale l’uomo percepisce la sproporzione tra la propria finitezza e ciò che la oltrepassa.”
Evento gratuito, prenotazione obbligatoria 0584 787251 info@villabertelli.it
