Vinicio Capossela in concerto con l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

Tra i migliori cantautori italiani della sua generazione, il pluri-premiato menestrello, adorato da critica e pubblico, cantore delle storie di vita comune, con numerosi dischi e pubblicazioni alle spalle ed esibizioni che si trasformano in opere prime, sul palco a luglio ritorna, graditissimo, Vinicio Capossela.
Battezzata dalla Targa Tenco come miglior opera prima per “All’una e trentacinque circa“, la carriera di Capossela è ricca di riconoscimenti al valore letterario, musicale e creativo della sua ricchissima produzione, tanto debitrice al cinema e alla letteratura (Céline, Fante, Melville, Omero, Wilde…): quattro Targhe Tenco, due volte il Premio Lunezia, Premio Fernanda Pivano, Premio Piero Ciampi, Premio De André alla carriera. Nel giugno 2017 The Sunday Times inserisce il disco “Ovunque proteggi” tra i trenta migliori dischi di world music, dicendo di Vinicio che “canta come Tom Waits, scrive come Ovidio“.

I biglietti sono acquistabili on-line e nei punti vendita autorizzati Ticketone.
Prezzi biglietti:
Poltronissima Gold: 59,00 euro
Poltronissima: 52,00 euro
Prima poltrona: 47,00 euro
Tribuna: 35,00 euro

Accesso Bambini
Per ragioni di sicurezza ed a tutela dell’incolumità fisica del minore, si sconsiglia fortemente di portare all’evento bambini di età inferiore ai 4 anni. In ogni caso i bambini di età inferiore ai 6 anni accompagnati da un adulto (maggiorenne) provvisto di regolare biglietto possono accedere gratuitamente al luogo dell’evento e assistere allo spettacolo, in numero di un bambino/a per ogni adulto accompagnatore. Se l’adulto ha un biglietto per un settore a posti numerati, il bambino NON ha diritto ad occupare un posto a sedere e deve essere necessariamente essere tenuto in braccio.
Il bambino dai 6 anni compiuti in avanti paga il biglietto intero.

Vinicio Capossela CONCERTO CON ORCHESTRA 

ORCHESTYS 

danze, salti, onde dei tre tempi

 con

Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

Orchestrazioni e direzione a cura di Stefano Nanni 

Orchestra: dal gr. orkhḗstra ‘spazio per 

le evoluzioni del coro’, der. di orkhéomai ‘danzo’.

È singolare come il più pachidermico, statico, immobile congegno musicale, l’orchestra sinfonica, prenda il nome dallo spazio fisico che nel teatro greco era destinato alla danza. Quasi che in quell’ara tra le gradinate e il fondale, con il sacrificio del corpo, potesse prendere vita la cosa più astratta, immateriale, animista che è la musica, nella dimensione più estesa e complessa che la cultura occidentale abbia prodotto. La danza è allora dall’altra parte della vita, le piroette, le coreografie, sono tutte affidate allo spazio dell’anima. Nella posizione più statica, tanto dell’ascoltatore che dell’esecutore, si perdono la corporeità e il peso. Tutto è danza, musica, edificio del sogno. Il teatro con le sue commedie, tragedie satire, si sublima nel testo e nella musica. Così accade anche alle canzoni, vita sacrificata, sottratta all’uso, e poi immolata, arsa e composta, che cambia di stato e diventa sostanza immateriale, portatile, che passa i confini dei tre tempi, passato presente e futuro. Sublima la vita e la corregge. Diventa la tenda sotto la quale si rifugiano Achille e Patroclo e recuperano la dimensione dell’intimità, dell’amore e del sogno, mentre tutt’intorno infuria la battaglia. Il concerto con orchestra è sospensione dell’attualità, è una frattura del tempo dell’utile… e che meraviglioso atto antieconomico eseguire con 50 musicisti brani che sono nati con un solo strumento. La conquista dell’inutile. Il massimo della leggerezza ottenuto col massimo dello sforzo organico. Il concerto di Vinicio Capossela con orchestra sinfonica propone una selezione di canzoni immerse nel liquido amniotico orchestrale. Le canzoni diventano labirinti. Le parole si rifrangono tra le pareti di ottoni, le selve dei legni, le nubi dei violini. La sospensione dell’incredulità si realizza non ad opera di scenografie o velature teatrali, ma nell’emozione timbrica.

VINICIO CAPOSSELA

Biografia

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, VINICIO CAPOSSELA (Hannover, 1965) debutta nel 1990 sotto l’egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco All’una e trentacinque circa”, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi. Se sono i primi dischi “pre-biografici”, come Modì” (1992) e Camera a sud” (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi – con Il ballo di San Vito” (1996) arriva il primo deragliamento musicale di Capossela: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali. Coliche di immaginazione le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un never ending tour di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato “Liveinvolvo” e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar. Importanti, in questo primo periodo della sua carriera, anche le incursioni nel mondo del teatro, dove lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come “Pop e rebelot” (1993) e “Milanin Milanon” (1994). Sempre con Paolo Rossi, Capossela fa il suo debutto televisivo nel programma “Scatafascio” (1997-1998), per il quale firma l’omonimo brano. Dall’album Canzoni a Manovella” (2000) in poi, Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline, da Dante ad Omero, mentre la sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo e a radicarsi al tempo stesso in una serie di eventi unici senza repliche. Non mancano poi nel curriculum di Capossela gli appuntamenti fissi, come i Concerti per le Feste che si svolgono puntualmente ogni anno dal 1998 al 2013 nei giorni di Natale al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Reggio Emilia). La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus, vale a dire Santo Nicola, e la favola del Natale vede inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio: “Canto di Natale” (2001), “I cerini di Santo Nicola” (2008) e “Il gigante e il mago” (2009). Nel 2003, dopo due anni di intensa attività concertistica, arriva “L’indispensabile”, la prima raccolta di successi contenente anche la sua prima cover di sempre, “Si è spento il sole” di Adriano Celentano. I lavori successivi, Ovunque Proteggi” (2006), “Da Solo(2008) e Marinai Profeti e Balene” (2011), oltre ad incarnarsi in spettacoli di grande successo, forniscono lo spunto per una documentazione filmata, come nel caso dei due live Nel niente sotto il sole (2007) e Solo show” (2009). Accanto ai progetti discografici Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello realizzato nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato “Fuggite, amanti, amor”. Radio, scrittura, cinema, sono spesso confluiti nel percorso artistico di Vinicio Capossela, segno distintivo di un artista che da sempre non considera ma, anzi, travalica le barriere esistenti tra le diverse arti: è del 2004 il suo primo romanzo, “Non si muore tutte le mattine”, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ombre e le “Radiocapitolazioni“ trasmesse da Radio 3. Nel 2009 pubblica, sempre per Feltrinelli, “In clandestinità” con l’amico-poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”. Il libro diventa un reading che i due presentano in tutta Italia dove, al posto del palcoscenico, ci sono un ring, un giudice, un pianoforte e i due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni. Alla Grecia e al rebetiko, “più che una musica, un modo di vivere“, Capossela dedica invece il disco Rebetiko Gimnastas” (2012), il film Indebito” (2013), girato insieme al regista Andrea Segre, presentato in anteprima al festival di Locarno e proiettato al cinema con enorme consenso di pubblico e critica, e il libro Tefteri, taccuino dei conti in sospeso” (2013), pubblicato da Il Saggiatore. Nell’estate del 2013 Capossela è impegnato in diversi progetti: presenta un nuovo spettacolo nello stupefacente scenario di Villa Adriana, Il Carnevale degli Animali e altre bestie d’amore”, che lo vede protagonista insieme al Trio Amadei ed ai solisti della Vianiner Philarmoniker, spettacolo replicato anche l’estate successiva al prestigioso Ravenna Festival e in altri contesti. Sempre nel 2013 debutta come produttore per il disco “Primo Ballo” della Banda della Posta, un album di musiche per sposalizi con cui si esibisce in un tour di più di cinquanta date. Sul tema dello sposalizio, inoltre, incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), un festival da lui ideato e di cui è direttore artistico. Il festival viene riproposto anche nell’estate del 2014 con il tema Mi sono sognato il treno e nell’estate 2015 con il tema Le vie dei muli i sentieri dei miti. Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, Il paese dei Coppoloni”, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al Premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri. Il 29 agosto, nell’ambito dello Sponz fest, festeggia la Notte d’argento per i suoi 25 anni in musica: un grande concerto con ospiti speciali, durato più di 7 ore nella stazione di Conza in Alta Irpinia, preludio di un tour celebrativo intitolato “Qu’Art de Siècle”, che lo vede esibirsi in Italia (Catania, Milano, Roma e Venezia) e nelle principali città europee (Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Zurigo, Berna, Salonicco) in una serie di concerti-atti unici per ospiti e repertorio. Il libro “Il paese dei Coppoloni” porta in dote un film-documentario prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato “Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni”, presentato al cinema nel gennaio 2016 e la cui colonna sonora è tratta dal nuovo album di studio dell’artista, “Canzoni della Cupa”. Il disco, diviso in due lati (Polvere e Ombra), è uscito il 6 maggio 2016 ed è stato seguito da un lungo tour di presentazione diviso in due parti: una prima estiva, intitolata “Polvere”, ambientata in spazi all’aperto, ed una autunnale intitolata “Ombra” nei principali teatri italiani. Primavera e estate 2017 sono dedicate a “Atti Unici e qualche rivincita”: non un tour, né uno spettacolo che si ripete, ma un esercizio di eclettismo in luoghi di Italia di alta suggestione. Vinicio Capossela pesca nel proprio passato, fa tesoro dei tanti anni di carriera e ne approfitta per organizzare nuovi incontri con vecchi compagni di viaggio o con avventurieri freschi d’incontro. Sono attualmente in corso gli ultimi “Atti Unici”, che stanno attraversando tutta Italia riscuotendo grande consenso di pubblico e critica. Parallelamente all’attività in Italia Capossela pubblica il nuovo album anche in Europa e tra maggio e ottobre lo presenta in Germania, Austria, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia – dove è ospite per il terzo anno di fila del prestigioso festival “Les Nuits de Fourviere” – Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Irlanda. A giugno The Sunday Times inserisce l’album “Ovunque Proteggi” tra i 30 migliori dischi di World Music, definendo Vinicio con queste parole “Canta come Tom Waits, scrive come Ovidio.” Dal 23 al 27 agosto si è svolto lo Sponz Fest in Alta Irpinia, il festival di cui Capossela è direttore artistico, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, con il titolo “All’Incontre’R – Rivoluzioni e mondi al rovescio”. Vinicio Capossela si è aggiudicato il Premio Lunezia Canzone d’Autore 2017 per l’album “Canzoni della Cupa”, la sua opera è stata definita dalla Commissione «Album epocale». L’artista ha vinto il prestigioso Premio Tenco 2017, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale e che colloca così il nome di Capossela accanto a quello di altri grandi cantautori già vincitori (tra gli altri Leo Ferrè, George Brassens, Leonard Cohen, Atahualpa Yupanqui, Tom Waits, Caetano Veloso, Joni Mitchell, Patti Smith, Paolo Conte, Renato Carosone, Franco Battiato). Il 2017 si conclude con una nuova serie di concerti in teatro: OMBRE NELL’INVERNO è il titolo del tour, terzo atto live che chiude idealmente il lavoro sul progetto “Canzoni della Cupa”. Non possono mancare, prima della fine dell’anno, i consueti concerti delle Feste (al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, per la 17esima volta in carriera e al Vidia di Cesena).

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori quali Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Jeffrey Tate e Yuri Temirkanov, esibendosi nelle maggiori sale da concerto internazionali a Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Lucerna, Budapest, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo, Pechino. Tra i numerosi solisti con i quali la Filarmonica ha collaborato figurano: Salvatore Accardo, Ramin Bahrami, Stefano Bollani, Jan Bostridge, Mario Brunello, Isabelle Faust, Paolo Fresu, Diego Florez, Natalia Gutman, Steven Isserlis, Ton Koopman, Sergej Krylov, Ute Lemper, Misha Maisky, Shlomo Mintz, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Jean-Yves Thibaudet, Maxim Vengerov. La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’ approccio artistico, ha indotto all’ ampliamento del repertorio e all’invito rivolto a una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale. Dal 2006 a oggi si sono così avvicendati, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, Kazushi Ono, che ne è stato Direttore ospite principale dal 2012 al 2015, Vladimir Jurowski, Tugan Sokhiev, Juraj Valčuha, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Pietari Inkinen, Roberto Abbado, John Axelrod e James Conlon. Nel giugno 2014 Francesco Lanzillotta è stato nominato Direttore principale, carica mantenuta fino a giugno 2017. Dal 2007 la Filarmonica e l’orchestra residente del Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Arturo Toscanini e dal 2012 e partner artistico del Festival Verdi di Parma. Il 27 gennaio 2016, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium di Roma e in diretta su RAI 5, ha tenuto, diretta da Yoel Levi, il concerto nazionale in ricordo della Giornata della Memoria. Da gennaio 2017 l’ orchestra si è trasferita nella sua nuova sede, il Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, situato nel Parco Eridania, a fianco dell’ Auditorium Paganini. Il giovane direttore inglese  Alpesh Chauhan è stato nominato Direttore principale dell’orchestra a partire da settembre 2017. Heracomm, Società del gruppo Hera è Partner Istituzionale della Filarmonica Arturo Toscanini. CePIM – Interporto di Parma è Partner Istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini.