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Le peripezie del giovane Lucio trasformato in asino e del suo ritorno alle sembianze umane e i significati reconditi di questa avventura del II secolo arrivano a noi, oggi più validi che mai con la mostra d’arte Metamorfosi e Magia, ospitata dalla Fondazione Villa Bertelli e organizzata in collaborazione con il Comune di Forte dei Marmi.

La rassegna contiene sculture, stiacciati e dipinti dell’artista siciliano Girolamo Ciulla ed è curata da Alessandra Belluomini Pucci, direttore scientifico della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio.

Il tema del cambiamento d’identità – che è quello della trasformazione e della spersonalizzazione e che ha a che fare con un processo continuativo di crescita e maturazione – è un topos che cammina lungo tutta la storia dell’arte, del pensiero, dell’umanità.

Da Le metamorfosi di Apuleio, o L’asino d’oro – così come soprannominate da Sant’Agostino – a oggi, la mostra propone un percorso di 30 opere, attraverso l’idea stessa di identità e metamorfosi, voluta o imposta, che si fa sempre più contemporanea, facendo incontrare storia della letteratura e società attuale.

Un classico della letteratura, un tema sempre caro all’uomo, riproposto in  chiave artistica in Metamorfosi e Magia di Girolamo Ciulla. Metamorfosi e magia sono, infatti, il filo conduttore di questa rassegna incentrata proprio sulla riproposizione di temi del mito classico.

L’Asino ovvero la storia dell’uomo. “L’interpretazione di Ciulla segue un processo originale che lavora la  materia trasformandola in opere di potente suggestione: figure a tutto tondo, bassorilievi, disegni, riconsegnano la forza della natura e la vitalità della figura umana attraverso una tecnica personale che prima decompone la forma per poi restituire l’immagine, dove tocchi di colore e l’applicazione di materiali diversi muovono e rendono viva la composizione con giochi di contrasti, di pieni e di vuoti”, racconta la curatrice Alessandra Belluomini Pucci, che aggiunge: “L’artista è cittadino del mondo, ma quanto più il suo lessico è raggiungibile e apprezzato da culture e popoli diversi, tanto più deve richiamare le proprie origini per non incorrere nell’universalismo prodotto dall’appiattimento del mondo contemporaneo”.

Inaugurazione e presentazione stampa: giovedì 2 giugno 2016 – ore 18.00

 

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Dove: Villa Bertelli

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