Cézanne e l’ossessione della forma
Cézanne e l’ossessione della forma
Conferenza a cura di Davide Pugnana
Conferenza dello storico dell’arte e scrittore Davide Pugnana. Evento promosso e sponsorizzato da Giulio Garsia Allianz financial advisor.
“Parlerò di Paul Cézanne, dalla sua ricerca e di quel suo immettersi lento e ostinato nella storia dell’arte fino a farsi snodo cruciale verso la modernità novecentesca – scrive Pugnana nella presentazione dell’evento- In questo senso, Cézanne non è soltanto uno dei protagonisti del post-impressionismo, ma incarna il luogo di una crisi e di una rifondazione del vedere. La sua opera si colloca in una soglia storica in cui il problema della rappresentazione, così come era stato ereditato dalla tradizione rinascimentale e rielaborato dall’impressionismo, viene radicalmente ripensato. Come per Van Gogh, Gauguin e Seurat, anche per Cézanne la pittura cessa di essere imitazione del reale per diventare costruzione del visibile: un processo in cui la forma non è data, ma continuamente conquistata. Cézanne può essere interpretato — come suggerito dalla riflessione di Maurice Merleau-Ponty — come un pittore che rende visibile il processo stesso del vedere. La sua opera non rappresenta semplicemente il mondo, ma mette in scena il modo in cui il mondo appare alla coscienza. In Cézanne c’è la costruzione di una visione moderna nella quale il mondo viene, ontologicamente, rifatto.
In che senso, allora, “ossessione della forma” ? Partiremo dalla postura di Cézanne rispetto agli impressionisti. Il celebre proposito di “fare dell’impressionismo qualcosa di solido e durevole come l’arte dei musei” deve essere inteso non tanto come un ritorno al passato; ma come un tentativo di conciliare due esigenze apparentemente inconciliabili: la fedeltà alla sensazione e la costruzione di una forma stabile. In questa tensione si colloca il nucleo della ricerca cézanniana.
Evento gratuito prenotazione obbligatoria 0584 787251
