Capanno al mare in blu verbale, la mostra di Marco Nereo Rotelli a Villa Bertelli

La radice unica del genius loci della Versilia ha cementato le basi ideali e spirituali di pittori, scultori, poeti e artisti che si sono innamorati di un territorio che appare ancora oggi come un Eden incantato. All’inizio del novecento la Versilia diventò una sorta di buen retiro per intellettuali ed artisti che trovarono, in quel lembo di terra che sorge tra il mare e le Alpi Apuane, un’atmosfera straordinaria.

I grandi protagonisti della cultura del ‘900 sono passati da Forte dei Marmi: dai Futuristi, capitanati da Filippo Tommaso Marinetti ed Ernesto Michaelles, in arte Thayaht, ad Alberto Savinio, fratello di Andrea, che preferiva firmarsi Giorgio De Chirico, da Felice Carena a Henri Moore; senza dimenticare poi la presenza, tra gli altri di Giuseppe Ungaretti, di Curzio Malaparte, di Carlo Emilio Gadda, di Piero Bigongiari, di Eugenio Montale e di Vasco Pratolini. Intellettuali e artisti che avevano scelto questo lido immerso nella quiete della pineta, quale sede per il loro laboratorio creativo: uno spazio particolare laddove poter dare vita ad un incontro tra le discipline artistiche che, in maniera autonoma, libera e del tutto trasversale, ha finito per attraversare tutta l’arte contemporanea.

A distanza di un secolo, la capacità di ispirazione di questi luoghi non è cambiata, e nel 2017 è Marco Nereo Rotelli, uno dei più grandi rappresentanti dell’arte contemporanea italiana, a continuare a narrare le scenografie naturali della Versilia.

Amato da Fernanda Pivano – che in lui riconobbe delle capacità cromatiche fuori dal comune, tanto da scriverne a proposito del “Blu Rotelli” – e già protagonista della Biennale di Venezia, Marco Nereo Rotelli ha scelto Forte dei Marmi e la Versilia, per esporre nella prestigiosa cornice di Villa Bertelli, in una mostra inedita, le opere che i colori e la natura della residenza estiva gli hanno ispirato con Capanno al mare in blu verbale.

Capanni al mare è il titolo di una delle tele più rappresentative della poetica figurativa del pittore Carlo Carrà. Dipinto nel 1927 a Forte dei Marmi, Capanni al mare nasce dalla volontà dell’artista di rendere visibile la sua grande sapienza compositiva e cromatica. I suoi capanni solitari, posati sulla spiaggia come se fossero delle colorate divinità metafisiche, oggi diventati cabine dei villeggianti, sono in realtà delle trasfigurazioni plastiche immerse nei colori vibranti, appassionati di una realtà antica e allo stesso tempo nuovissima perché ricreata sulla tela dal pittore.

90 anni esatti dopo il capolavoro di Carrà, la pittura di Rotelli, fatta di luce e colori si confronta con le correnti artistiche del presente e del passato tracciando piani intersecati, quasi il dipingere fosse la ricerca di un punto di tangenza con l’assoluto, con il mistero che vive nell’Arte; come accade in “Parco Centrale” (1985) e soprattutto in “Dimensioni” (1986), dipinto da Rotelli a Forte dei Marmi quando frequentava Villa Dazzi, che gli era stata concessa in uso in quegli anni dai proprietari, la Famiglia D’Angiolo.